Presentazione libro

Presentazione del libro “La mediazione familiare: il conflitto, il processo e le differenze con le altre professioni di aiuto”.

Martedì 5 febbraio ore 18.00
Strada Farini n. 17 – Parma

La mediazione familiare, nata negli anni ’70 in America all’interno del più vasto movimento ADR (alternative dispute resolution) si è poi diffusa in Canada ed è stata successivamente introdotta in Europa tramite l’Inghilterra e la Francia.
In Italia l’avvento della mediazione familiare risale al 1987, grazie all’iniziativa di Fulvio Scaparro e Irene Bernardini i quali hanno avvertito l’esigenza di introdurre nel campo della separazione e del divorzio i principi della mediazione, ovvero la necessità di fare in modo che i coniugi confliggenti possano, grazie all’aiuto di un terzo neutrale ed imparziale da loro liberamente scelto, decidere insieme in modo costruttivo e non conflittuale come organizzare la propria vita dopo la separazione ed hanno aperto con tale finalità a Milano il primo Centro di mediazione familiare all’interno dell’associazione Genitori Ancora (Ge.A.). L’iniziativa è stata accolta con grande favore al punto tale che si è diffusa da subito in numerose altre regioni italiane tra le quali la Toscana, l’Emilia Romagna, il Lazio, la Lombardia, la Puglia, il Piemonte e la Liguria.
Non v’è dubbio che la separazione comporti per genitori e figli disagio, disorientamento, difficoltà ed una incommensurabile sofferenza personale perché spesso vissuta come fallimento del proprio progetto di vita e, in alcuni casi, come conseguenza di un conflitto di coppia segnato da comportamenti aggressivi e pericolosi tesi al conseguimento della vittoria dell’uno sull’altro.
In questo contesto appare essenziale favorire la crescita e la diffusione di una diversa cultura dell’evento separativo, una cultura che dia sbocchi costruttivi al conflitto di coppia e che veda coinvolti non solo tutti i componenti della famiglia ma anche mediatori familiari, psicologi, sociologi, magistrati, psicoterapeuti, avvocati, operatori dei servizi sociali e tutti coloro che, a vario titolo, intervengono nella separazione coniugale.
L’intento è quello di riuscire a restituire alle madri e ai padri in via di separazione o già separati le proprie responsabilità genitoriali, affinché i figli possano continuare, nonostante l’accesa e irriducibile conflittualità e il dolore della separazione, a contare sul sostegno, la cura e soprattutto l’affetto di entrambi i genitori.
È proprio il conflitto nei suoi diversi aspetti (relazioni interpersonali, affidamento dei figli, divisione dei beni, assegno periodico, rapporti con le famiglie d’origine ed altro) lo spazio di lavoro del mediatore familiare, un professionista che accompagna la coppia nella costruzione di un ambito di relazioni significative che permettano di trovare o a volte inventare soluzioni che siano soddisfacenti per entrambi i «contendenti/confliggenti» ma soprattutto che rispettino le esigenze e i bisogni affettivi e relazionali dei figli.
Per essere “artisti” della mediazione occorre saper passare da una prospettiva individuale, centrata sul problema, e meccanicistica, dove la mediazione è solo uno dei molti modi per affrontare il conflitto, ad una prospettiva sistemica di interdipendenza, di capacità di auto-guarigione, di empatia, dove la mediazione permette veramente di affrontare il conflitto, che non è più visto solo come un problema da risolvere, un sistema di superamento della disputa o come una integrazione di forze conflittuali, ma che è visto soprattutto come “opportunità”.
Il presente volume nasce dal contributo di tutti i mediatori familiari del Centro di mediazione e formazione alla mediazione “inMEDIAsREs” di Parma, fondato dalle associazioni La Giostra dei diritti e Coinetica con l’ulteriore supporto del Centro Studi ricerche e documentazione diritti delle persone.

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